Rivoluzione 4.0: la sfida del Mezzogiorno secondo Smivez

Rivoluzione 4.0: la sfida del Mezzogiorno secondo Smivez

Rivoluzione 4.0: la sfida del Mezzogiorno secondo Smivez

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Prima la ricerca dal titolo “Il problema del rinascimento dell’industria manifatturiera: la sfida del Mezzogiorno”. Poi l’idea del seminario “Un’industria fondata sulla conoscenza: la nuova sfida del Mezzogiorno”, organizzato lunedì 27 maggio a Napoli da Svimez, in collaborazione con la Fondazione Ricerca, nella sede dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Riccardo Varaldo, Emerito alla Scuola Superiore Sant’Anna, ha le idee chiare ed una sua visione sul futuro del nostro Sud.

DI COSA HA BISOGNO IL MEZZOGIORNO?

Secondo Varaldo «il Mezzogiorno ha bisogno di tante cose». Ma anzitutto «di fondate prospettive di lavoro per i suoi giovani e in particolare per i giovani talenti con elevati livelli formativi. Questa è la priorità assoluta per una nuova speranza e un futuro, ridando fiducia all’università, oltre che ai giovani e alle loro famiglie».
«I laureati oggi sono l’emblema della nuova emigrazione, che sta privando il Sud di una delle principali risorse strategiche. Questo provoca un pesante danno sociale ed economico, destinato a incidere a lungo in modo determinante sulle sue possibilità di riscatto. L’ecosistema dell’innovazione nel Sud, così come in molte altre parti del Paese, è strutturalmente debole. E il nodo del trasferimento tecnologico incide in modo determinate nel relegare l’Italia in una preoccupante situazione di ritardo, rispetto ai maggiori Paesi europei, per non parlare degli Stati Uniti e di Israele».

LA PROPOSTA: UN NUOVO CENTRO INNOVAZIONE E TECNOLOGIA

Nel presentare le risultanze della ricerca è stata annunciata il progetto del Centro Innovazione e Tecnologia a Napoli. Sarà realizzato con il supporto scientifico della SVIMEZ e in collaborazione con l’Università Federico II e delle altre sette università partecipanti al Centro di Competenza MedTech 4.0 del Mise, con l’intento di farne un modello avanzato nel campo del trasferimento tecnologico. “Un’iniziativa pilota a livello nazionale”, spiegano gli organizzatori. “Per offrire al Mezzogiorno l’opportunità di entrare in sintonia e di adattarsi alle nuove, pressanti istanze di innovazione del sistema produttivo e imprenditoriale”. Che, è quasi inutile ripeterlo, “sono determinate dalla spinta ondata tecnologica che è a base della nuova Rivoluzione industriale 4.0”.

IL PROBLEMA NON È LA CRESCITA MA LO SVILUPPO

Secondo il presidente Svimez, Adriano Giannola: «Occorre una strategia di investimenti molto significativa e molto efficace, in quanto il problema non è la crescita ma lo sviluppo, che si fa con le politiche keynesiane dell’offerta».
E lo sviluppo per l’Italia «è il problema del Mezzogiorno».
«Questa politica degli investimenti si scontra con due elementi. Il primo è la difficoltà, nonostante gli stanziamenti, a trasformare questi ultimi in spesa. E ciò rinvia a un sistema complicatissimo, che evidentemente è una responsabilità della politica farvi fronte. Il secondo è l’attuazione operativa della clausola del 34%, che è stata introdotta con l’obiettivo di iniziare ad applicarla nel 2018, ma che ci auguriamo almeno sia applicabile per il 2019 e a seguire, pur sapendo che questa strada è molto complicata e difficile».


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Fondazione Magna Grecia