20 anni di Magna Grecia. Breve storia, dalla nascita al 2006

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Nuccio Fava, allora direttore del telegiornale 1 della Rai, presenta il I° Simposio Internazionale sulla Magna Grecia, organizzato a Roma dall’AIMG il 2 luglio 1987. Si riconoscono, tra gli altri, Rocco Caporale, Nino Foti, Gino Gullace.
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Vent’anni non sono pochi anche se passano velocemente, non c’è neppure il tempo di rendersene conto e tac è passato un quinto di secolo, settimana dopo settimana, mese dopo mese, anno dopo anno. Il tempo consuma i suoi cicli e segna la storia, quella di ciascuna e quella di tutti, di una comunità, di un’etnia, di un popolo, anche quella di una associazione di uomini di buona volontà raccolti attorno ad un’idea, ad un messaggio, ad una intuizione, ad un bisogno di conoscere e di fare conoscere.

Sembra ieri, eppure sono vent’anni e qualche anno in più che opera in Italia e nel mondo Magna Grecia, un‘associazione di uomini liberi che senza fini di lucro, fra mille difficoltà ed incomprensioni, contando soltanto sul contributo volontario di un manipolo di coraggiosi, tenta di tenere vivo l’interesse sui valori che sono alla base della cultura occidentale e che hanno trovato la loro culla nelle regioni del Mezzogiorno d’Italia dove più di 2500 anni fa si è sviluppata la civiltà della Magna Grecia.

È attorno alla metà degli anni 80 del secolo scorso che ad un intellettuale della Magna Grecia viene l’idea di riunire nel nome di questa antica civiltà uomini di cultura di diversa estrazione, tutti tuttavia legati da un comune e spesso esile filo delle antiche radici.

Conferenza stampa a Napoli. Al tavolo con i giornalisti, Rocco Caporale, Nino Foti, Gino Gullace

Questo intellettuale si chiama Gino Gullace, calabrese di Ferruzzano, a nord di Reggio Calabria, fra le fiumare aspre e selvagge dell’Aspromonte jonico, un territorio fortemente segnato dalla presenza magnogreca, dove ancora oggi sopravvive (ma pochi lo sanno) una piccola comunità che parla il greco antico, ormai qualche migliaio di persone, che ogni anno si assottigliano per la colpevole disattenzione delle cosiddette autorità costituite che poco o nulla fanno, più nulla che poco, per garantire la sopravvivenza di questo preziosissimo patrimonio linguistico.

Gullace è un giornalista della Rizzoli che vive e lavora a New York, acuto osservatore della società degli States, che puntualmente racconta nei suoi reportage sui periodici della casa editrice milanese, ma anche profondo conoscitore e studioso della civiltà di Magna Grecia, la civiltà della sua terra d’origine, con cui non ha mai smesso di dialogare e con cui ha sempre tenuto legami saldi non solo negli affetti.

L’idea di questo giornalista calabrese da una vita in terra americana è quella di mettere in piedi un‘associazione di intellettuali con lo scopo di diffondere soprattuttoal di la dell’Atlantico ma anche in Italia la conoscenza della Magna Grecia.

Al fondo c’era anche l’ambizione di restituire ai milioni di americani di origine italiana l’orgoglio delle proprie radici e la dignità di un’identità ignorata e comunque non riconosciuta, di restituire l’orgoglio della propria identità soprattutto a quelli che dalla fine dell’800 e l’intero secolo scorso sono stati costretti ad un viaggio senza ritorno dalle regioni del Sud d’Italia, le terre della Sicilia e dei lembi estremi della penisola, dove nella notte dei tempi erano approdati i coloni achei e dove si era sviluppata nel corso dei secoli successivi una nuova civiltà, le fondamenta culturali nelle lettere e nella scienza del grande edificio della civiltà occidentale. Gullace, nel motivare questa sua iniziativa, conia una metafora assai calzante.

IV Simposio Internazionale della Associazione Internazionale Magna Grecia.

Dice, per farsi capire, che le coste meridionali della penisola rappresentavano per i coloni dell’antica Grecia la nuova frontiera occidentale, il mondo nuovo che più di venti secoli dopo avrebbe attirato milioni di meridionali sulla sponda americana dell’Atlantico, per loro, insomma, il Mezzogiorno d’Italia era l’America del 19esimo e 20esimo secolo.

L’idea di Gullace piace a New York ed in Italia e prende così forma, con l’adesione di intellettuali negli States e nelle regioni meridionali, l’Associazione Internazionale Magna Grecia che si presenta presto a New York ed a Roma con un pacchetto di iniziative che mobilitano uomini di cultura, studiosi, esponenti del giornalismo, della politica e delle istituzioni.

Purtroppo Gullace non può perfezionare e consolidare il suo progetto. Un male improvviso ed incurabile lo stronca proprio quando decide di lasciare il suo ufficio nella sede della Rizzoli di New York e si appresta a dedicare più tempo all’associazione anche perché può soggiornare più a lungo in Italia ed in Calabria. Si spegne a Ferruzzano, nella villa delle sue vacanze, assistito dalle sorelle, che sono state costantemente il suo rifugio ogni qualvolta poteva volare a Reggio Calabria.

La sua morte non segna la fine del progetto di Gino Gullace, ne raccoglie il testimone Nino Foti, reggino anche lui, che il giornalista aveva conosciuto a Roma e di cui aveva subito apprezzato le capacità manageriali al punto che lo aveva chiamato al suo fianco come vice presidente.

Con la presidenza di Foti, l’associazione tenta di radicarsi sul territorio della Magna Grecia, aprendo diverse delegazioni e stringendo rapporti con le istituzioni regionali e locali, senza tuttavia rinunciare alla missione originale individuata dal suo fondatore, quella cioè di diffondere nel mondo e soprattutto oltre Atlantico, nei paesi a più alta concentrazione di presenza italiana, la conoscenza dei valori e della cultura della Magna Grecia.

Foti ed i suoi collaboratori si inventano le settimane di Magna Grecia, un programma articolato di incontri e di dibattiti con il coinvolgimento di rappresentanti istituzionali e della cultura di parte italiana e del paese ospitante e con una significativa presenza, nella delegazione italiana, delle autonomie regionali e locali dei territori custodi della storia magnogreca.

Ivano Spallanzani, Antonio Marzano, Nuccio Fava e Nino Foti durante il convegno “Mezzogiorno, futuro dei giovani e nuove opportunità” promosso a Roma dalla AIMG.

Un’iniziativa che consente di guardare al passato per ricordare da dove e attraverso quali processi la civiltà moderna ha preso avvio ma che propone una riflessione sui temi dell’attualità in campo economico, sociale, culturale con una accentuazione delle questioni legate alla cooperazione, alla previdenza ed al turismo. L’ambizione è quella di costruire un ponte per contribuire al consolidamento dei rapporti dell’Italia e delle sue Regioni meridionali con l’altra Italia, quella che è cresciuta al di là dell’Atlantico.

Il Professor Giovanni Pugliese Carratelli Membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei, con la targa ricordo del simposio Magna Grecia

Si comincia con New York dove si stabiliscono, coerentemente con le indicazioni strategiche elaborate dallo stesso Gullace, interessanti rapporti di collaborazione con l’ufficio del governatorato, guidato, alla prima edizione, dall’italo – americano Cuomo e successivamente dal repubblicano George Pataki, con il mondo intellettuale e dell’Università, con l’associazionismo degli italo – americani, con esponenti di primo piano dell’economia e delle istituzioni statunitensi.

Estremamente significativo si rivelerà il rapporto che l’Associazione stabilirà con il governatore Pataki. Egli ha una mamma che ha origini calabresi e che della Calabria conosce solo quello che il padre le ha raccontato. Pataki vuole recuperare queste sue radici, regalando anche alla mamma, ormai avanti negli anni, un viaggio della memoria, ma ha notizie confuse. L’Associazione gli da una mano, ricostruisce la storia di una famiglia dell’estrema periferia di Reggio Calabria, decimata dall’emigrazione e consentirà al governatore dello stato di New York di accompagnare l’anziana mamma in una modesta casetta, a Pellaro, frazione di Reggio, dove vivono i suoi congiunti calabresi.

Pataki, emozionantissimo, verrà ricevuto in Consiglio regionale, sottoscrivendo un documento di piena disponibilità nei confronti della Calabria, una disponibilità di cui, purtroppo, la Regione non saprà fare tesoro.

Il Governatore dello Stato di New York, George Pataki, alla ricerca delle proprie origini, ritorna in Calabria insieme all’Associazione Internazionale Magna Grecia. Nella foto, ringrazia Nino Foti. Si riconoscono l’allora Sindaco di Reggio Calabria Italo Falcomatà e Charles Gargano, Ministro per lo Sviluppo dello Stato di New York

La metropoli newyorchese tiene a battesimo le settimane della Magna Grecia che toccheranno nel corso degli anni anche Toronto, Caracas, Rio de Janeiro, Buenos Aires, dove l’Associazione è tornata quest’anno per la terza volta e dove intende istituzionalizzare questa iniziativa con appuntamenti annuali.

Favela di Jacarezinho, il sindaco di Rio de Janeiro, Cesar Maia, sottoscrive il Protocollo di Collaborazione con la Provincia di Roma promosso dalla AIMG, che portò alla realizzazione del primo centro informatico per ragazzi.

Non è casuale questa scelta. Fra i paesi d’oltre Atlantico, l’Argentina è quello dove più massiccia è la presenza italiana, una comunità che costituisce quasi il cinquanta per cento della popolazione di questo grande paese, una comunità attraversata da gravi tensioni sociali e che tuttavia ha operato con impensabili successi nei diversi campi, dalla politica all’economia, alla cultura.

Settimana della Magna Grecia a Buenos Aires, 1999, giornata dell’economia, tra i relatori, Andrea Monorchio e Vicktor Uckmar.

Con questa comunità, coerentemente con la scelta ambiziosa posta alla base delle sue iniziative, l’Associazione vuole continuare a dialogare per rivalutare le comuni radici e nel nome della Magna Grecia irrobustire rapporti e scambi, raccogliendo anche la sfida della globalizzazione, la grande scommessa del nuovo millennio.

Premio Internazionale Magna Grecia all’allora sindaco di Buenos Aires Mauricio Macri, dal dicembre 2015 Presidente dell’Argentina . Da sinistra l’ambasciatore italiano Stefano Ronca, Macri, Foti.
A una settimana dall’approvazione definitiva della Legge-quadro sul Turismo, l’AIMG organizza a Roma, presso la sala del Senato di via Santa Chiara 5, un Convegno nazionale sul tema: “Turismo, prima industria italiana: il Progetto Ritorno, il turismo culturale e l’Agenda 2000”. Il convegno si propone di esaminare le più recenti iniziative che le Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia stanno realizzando nel settore del turismo con l’utilizzo dei finanziamenti previsti dal Programma “Agenda 2000” dell’Unione Europea e presentare il Progetto Ritorno, diretto alla promozione turistica del Mezzogiorno, attraverso la creazione di una corrente permanente e destagionalizzata di turismo culturale verso l’antica area della Magna Grecia, che si sviluppi lungo l’intero arco dell’anno.
Nino Foti e Andrea Monorchio con Antonin Gregory Scalia, giudice della Suprema Corte degli Stati Uniti d’America
In occasione della cerimonia annuale della NIAF (National Italian American Foundation) incontro tra l’AIMG e Nancy Pelosi, CongressWoman del partito Democratico USA e Presidente della Camera dei Rappresentanti.

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