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Roma, 25 settembre 2025 - “Premio Internazionale Magna Grecia” a Samuel A. Alito Jr. Giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti

Consegnato a Samuel Alito – giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti - il Premio Internazionale della Fondazione Magna Grecia.

“Premiamo il giurista ma anche il legame Italia-Usa”

Nella cornice unica della Galleria Doria Pamphilj, gioiello architettonico nel cuore di Roma, la Fondazione Magna Grecia ha conferito il Premio Internazionale Magna Grecia al Giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti d’America, Samuel Anthony Alito Jr. Il riconoscimento, si legge nelle motivazioni, è stato assegnato al Giudice Alito “per il suo straordinario percorso giuridico e istituzionale, ma anche per essere l’esempio di un uomo che, ricordando sempre le proprie origini, ha saputo elevarsi fino ai vertici del più alto organo giurisdizionale del Paese.

Il Premio Internazionale Magna Grecia negli anni è stato assegnato a personalità di primo piano della politica, della cultura e della scienza come, fra gli altri, Mauricio Macri, già Presidente della Repubblica Argentina; Federico Faggin, fisico di fama mondiale e inventore del microprocessore; il Principe Alberto II di Monaco, erede della famiglia Grimaldi che ha sempre saputo coltivare i suoi legami con il Sud Italia; il regista e premio oscar Giuseppe Tornatore; George Pataki, già Governatore dello Stato di New York.

Una galleria di nomi prestigiosi a cui si è aggiunto quello del Giudice Alito. Nato a Trenton nel New Jersey da una famiglia originaria della Calabria, per parte paterna, e della Basilicata, per quella materna, Alito ha sempre rivendicato con orgoglio le proprie radici italiane, che la Fondazione ha voluto sottolineare come motore di riscatto e di eccellenza. Nel suo percorso, dagli studi a Princeton e Yale fino alla nomina da parte del Presidente Bush alla Corte Suprema nel 2005, incarico che lo colloca tra i protagonisti della storia costituzionale americana, si riflette l’epopea di tanti italiani che hanno trasformato il sacrificio dell’emigrazione in opportunità e successo.

Una carriera scandita da sentenze che hanno inciso profondamente nel dibattito internazionale, contribuendo a definire temi cruciali riguardanti i diritti fondamentali e la separazione dei poteri. Il Giudice, visibilmente commosso al ricordo del legame con le terre d’origine, ha ricordato il coraggio dei nonni emigrati negli Stati Uniti come parte viva della sua identità personale e professionale.

La sua presenza in Italia, in questo tempo segnato da tensioni globali e sfide democratiche, è apparsa come un segnale forte di unione tra due mondi che condividono il valore universale della giustizia. “Nel Giudice Alito – recitano le motivazioni del Premio – l’Italia e l’America si incontrano in un orizzonte comune di libertà e giustizia.” Una sintesi che restituisce il senso più alto della mission della Fondazione: celebrare le radici italiane nel mondo come forza viva, capace di generare istituzioni più forti, democrazie più solide e società più giuste.

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