storia

STORIA

Intorno alla metà degli anni 80 del secolo scorso a un intellettuale calabrese, innamorato della propria terra, viene l’idea di riunire uomini e donne di diversa estrazione culturale, tutti però legati dalle antiche radici saldamente ancorate nella Magna Grecia.
L’intellettuale si chiama Gino Gullace, nato a Ferruzzano, a nord di Reggio Calabria, fra le fiumare aspre e selvagge dell’Aspromonte jonico, un territorio fortemente segnato dalla presenza magnogreca, dove ancora oggi sopravvive una piccola comunità che parla il greco antico, ormai qualche migliaio di persone, che ogni anno si assottiglia per la disattenzione delle istituzioni che poco o nulla fanno per garantire la sopravvivenza di questo preziosissimo patrimonio linguistico.

Gino Gullace è un giornalista della Rizzoli che vive e lavora a New York. Acuto osservatore della società statunitense, che puntualmente racconta nei suoi reportage sui periodici della casa editrice milanese, è anche un profondo conoscitore e studioso della civiltà di Magna Grecia, la civiltà della sua terra d’origine, con cui non ha mai smesso di dialogare e con cui ha sempre tenuto legami saldi non solo negli affetti. L’idea del giornalista calabrese, ormai residente da tempo in terra americana, è quella di mettere in piedi un’associazione di intellettuali con lo scopo di diffondere soprattutto al di là dell’Atlantico – ma anche in Italia – la conoscenza della Magna Grecia. Nasce così, da un’idea visionaria, un’avventura che dura da oltre trent’anni.

Sopra una conferenza stampa a Napoli. Al tavolo con i giornalisti Rocco Caporale, Nino Foti e Gino Gullace
Il I Simposio internazionale della Magna Grecia tenuto a Roma (Sala del Campidoglio) il 2 luglio del 1987, con Nino Foti, Nuccio Fava, Gino Gullace
Il Governatore dello Stato di New York, George Pataki, con Nino Foti, Italo Falcomatà e Charles Gargano, Ministro per lo Sviluppo dello Stato di New York
Incontro tra l'AIMG e Nancy Pelosi in occasione della cerimonia annuale della Niaf (National Italian American Foundation)
Il presidente dell'AIMG Nino Foti con il Premio Nobel Rita Levi Montalcini durante un incontro scientifico tenuto a Roma il 23 novembre 2001

C’è anche l’ambizione di restituire ai milioni di americani di origine italiana l’orgoglio delle proprie radici e la dignità di un’identità ignorata – o comunque non riconosciuta. Restituire, soprattutto, l’orgoglio dell’identità ai tanti che dalla fine dell’800 e per l’intero ‘900 sono stati costretti ad un viaggio senza ritorno. Un viaggio diverso, quasi al contrario: dalle regioni del Sud d’Italia verso Occidente. Pasrtenze infinite da quelle stesse coste dove millenni fa erano approdati i coloni achei e dove si era sviluppata una nuova civiltà. La Magna Grecia, che costruì le fondamenta nelle lettere e nelle scienze del grande edificio della civiltà occidentale. Gullace, nel motivare questa sua iniziativa, conia una metafora assai calzante. Dice che le coste meridionali della penisola rappresentavano per i coloni dell’antica Grecia la nuova frontiera occidentale, il mondo nuovo che più di venti secoli dopo avrebbe attirato milioni di meridionali sulla sponda americana dell’Atlantico. Per loro, insomma, il Mezzogiorno d’Italia era l’America del 19simo e 20simo secolo. L’idea di Gullace piace a New York ed in Italia e prende così forma, con l’adesione di intellettuali negli States e nelle regioni meridionali, l’Associazione Internazionale Magna Grecia che si presenta presto a New York ed a Roma con un pacchetto di iniziative che mobilitano uomini di cultura, studiosi, esponenti del giornalismo, della politica e delle istituzioni.
Purtroppo Gullace non può perfezionare e consolidare il suo progetto. Un male improvviso ed incurabile lo stronca nell’ottobre del 1990, proprio quando decide di lasciare il suo ufficio nella sede della Rizzoli di New York e si appresta a dedicare più tempo all’associazione anche perché può soggiornare più a lungo in Italia ed in Calabria. Si spegne a Ferruzzano, nella villa delle sue vacanze, assistito dalle sorelle, che sono state costantemente il suo rifugio ogni qualvolta poteva volare a Reggio Calabria. La sua morte non segna la fine del progetto di Gino Gullace: ne raccoglie il testimone Nino Foti, reggino anche lui, che il giornalista aveva conosciuto a Roma e di cui aveva subito apprezzato le capacità manageriali al punto che lo aveva chiamato al suo fianco come vice presidente.
Con la presidenza di Nino Foti, l’Associazione tenta di radicarsi sul territorio della Magna Grecia, aprendo diverse delegazioni e stringendo rapporti con le istituzioni regionali e locali, senza tuttavia rinunciare alla missione originale individuata dal suo fondatore, quella cioè di diffondere nel mondo e soprattutto oltre Atlantico, nei paesi a più alta concentrazione di presenza italiana, la conoscenza dei valori e della cultura della Magna Grecia.

Purtroppo Gullace non può perfezionare e consolidare il suo progetto. Un male improvviso ed incurabile lo stronca nell’ottobre del 1990, proprio quando decide di lasciare il suo ufficio nella sede della Rizzoli di New York e si appresta a dedicare più tempo all’associazione anche perché può soggiornare più a lungo in Italia ed in Calabria. Si spegne a Ferruzzano, nella villa delle sue vacanze, assistito dalle sorelle, che sono state costantemente il suo rifugio ogni qualvolta poteva volare a Reggio Calabria.
La sua morte non segna la fine del progetto di Gino Gullace: ne raccoglie il testimone Nino Foti, reggino anche lui, che il giornalista aveva conosciuto a Roma e di cui aveva subito apprezzato le capacità manageriali al punto che lo aveva chiamato al suo fianco come vice presidente.
Con la presidenza di Nino Foti, l’Associazione tenta di radicarsi sul territorio della Magna Grecia, aprendo diverse delegazioni e stringendo rapporti con le istituzioni regionali e locali, senza tuttavia rinunciare alla missione originale individuata dal suo fondatore, quella cioè di diffondere nel mondo e soprattutto oltre Atlantico, nei paesi a più alta concentrazione di presenza italiana, la conoscenza dei valori e della cultura della Magna Grecia.
Foti ed i suoi collaboratori “inventano” le settimane di Magna Grecia, un programma articolato di incontri e di dibattiti con il coinvolgimento di rappresentanti istituzionali e della cultura di parte italiana e del paese ospitante e con una significativa presenza, nella delegazione italiana, delle autonomie regionali e locali dei territori custodi della storia magnogreca.
Un’iniziativa che consente di guardare al passato per ricordare da dove e attraverso quali processi la civiltà moderna ha preso avvio ma che propone una riflessione sui temi dell’attualità in campo economico, sociale, culturale con una accentuazione delle questioni legate alla cooperazione, alla previdenza ed al turismo. L’ambizione è quella di costruire un ponte per contribuire al consolidamento dei rapporti dell’Italia e delle sue Regioni meridionali con l’altra Italia, quella che è cresciuta al di là dell’Atlantico.
Si comincia con New York dove si stabiliscono, coerentemente con le indicazioni strategiche elaborate dallo stesso Gino Gullace, interessanti rapporti di collaborazione con l’ufficio del governatorato, guidato, alla prima edizione, dall’italoamericano Mario Cuomo e successivamente dal repubblicano George Pataki, con il mondo intellettuale e dell’Università, con l’associazionismo degli italoamericani, con esponenti di primo piano dell’economia e delle istituzioni statunitensi.

Estremamente significativo si rivelerà il rapporto che l’Associazione stabilirà con il governatore Pataki. Egli ha una madre di origini calabresi, che della Calabria conosce solo quello che il padre le ha raccontato. Pataki vuole recuperare queste sue radici, regalando anche alla mamma, ormai avanti negli anni, un viaggio della memoria, ma ha notizie confuse. L’Associazione lo aiuta a ricostruire la storia di una famiglia dell’estrema periferia di Reggio Calabria, decimata dall’emigrazione: ciò consentirà al governatore dello stato di New York di accompagnare l’anziana mamma in una modesta casetta, a Pellaro, frazione di Reggio, dove vivono i suoi congiunti calabresi. Pataki, emozionantissimo, verrà ricevuto in Consiglio regionale, sottoscrivendo un documento di piena disponibilità nei confronti della Calabria, una disponibilità di cui, purtroppo, la Regione non saprà fare tesoro.
La metropoli newyorchese tiene a battesimo le settimane della Magna Grecia che toccheranno nel corso degli anni anche Toronto, Caracas, Rio de Janeiro, Buenos Aires, dove l’Associazione è tornata per la terza volta e dove intende istituzionalizzare questa iniziativa con appuntamenti annuali. Non è casuale questa scelta. Fra i paesi d’oltre Atlantico, l’Argentina è quello dove più massiccia è la presenza italiana, una comunità che costituisce quasi il cinquanta per cento della popolazione di questo grande paese, una comunità attraversata da gravi tensioni sociali e che tuttavia ha operato con impensabili successi nei diversi campi, dalla politica all’economia, alla cultura.
Con questa comunità, coerentemente con la scelta ambiziosa posta alla base delle sue iniziative, la Fondazione Magna Grecia, che nel frattempo raccoglie l’eredità dell’Associazione, vuole continuare a dialogare per rivalutare le comuni radici e irrobustire rapporti e scambi, raccogliendo anche la sfida della globalizzazione, la grande scommessa del nuovo millennio.
Grandi e prestigiose sono le personalità incontrate lungo questo percorso.
Il 2019 per la Fondazione Magna Grecia è ricco di impegni e di aspettative: a marzo viene siglata l’intesa con DeepBlue Technology (colosso cinese dell’Intelligenza artificiale) per la digitalizzazione delle città italiane.
I primi di ottobre, nella splendida cornice di Mondello, in Sicilia, l’evento Sud e Futuri mette insieme alcune delle menti più brillanti a livello nazionale e internazionale dell’economia, della scienza, del giornalismo, della magistratura, della politica e della cultura, per immaginare gli scenari possibili di sviluppo e di crescita dei tanti “Mezzogiorni” del mondo.

La grande eco ottenuta da “Sud e Futuri” porta la Fondazione Magna Grecia a costruire un vasto programma di eventi e di iniziative per gli anni 2020 e 2021, annunciati in parte nel corso della cena di gala del 18 dicembre 2019 tenuta nella splendida e prestigiosa cornice della Galleria del Cardinale.