Drammaturgo

Mario Fratti

Mario-Fratti

Mario Fratti è un celebre drammaturgo, commediografo, il “Pirandello americano” autore di Nine, vincitore di ben 7 Tony Award, critico drammatico e docente universitario di fama mondiale. Tra gli esponenti italo-americani più noti nel campo della critica letteraria, teatrale e artistica negli U.S.A., Fratti è stato Executive Director del programma di cooperazione internazionale “Due case, Una tradizione” tra lo Stato di New York e l’Italia, creato dal Governatore dello Stato di New York Mario Cuomo, d’intesa con il Governo italiano e promosso, nel 1990, dall’Associazione Internazionale Magna Grecia presieduta da Nino Foti, per la quale Fratti è stato anche Vicepresidente U.S.A.

Nato a L’Aquila nel 1927, si laurea in Lingue e Letterature Straniere all’Università Ca’ Foscari di Venezia per dare inizio, intorno agli anni ’50, ad una ricca produzione drammaturgica.

Nel 1959 produce il suo primo e fortemente innovativo dramma intitolato “Il Nastro”, che pur avendogli assicurato la vincita del Premio RAI, non viene mai radiotrasmesso, in quanto allora giudicato sovversivo poiché narrava il rifiuto di confessare, sotto tortura, di alcuni partigiani, poi fucilati dai fascisti. Un’opera politicamente impegnata, ispirata ai valori della Resistenza e decisamente “scomoda” nell’ambito dei contenuti.

I motivi che determinarono l’incomprensione del genio di Fratti vanno ricercati nel contesto socioculturale dell’Italia di quegli anni: un clima di governi centristi, del fronte anticomunista, della censura repressiva ed ottusa che colpiva ogni forma d’espressione artistica non votata al semplice intrattenimento, assolutamente inadatto alla comprensione e al riconoscimento ufficiale di un teatro d’urto.

L’autore arriva così trentenne a scrivere per il teatro: dopo giovanili esperienze poetiche e la scrittura di un romanzo ambientato nella sua città natale e a Venezia nel periodo della dittatura fascista, inizia a scrivere opere teatrali, attività quest’ultima che diverrà poi la sua professione.

Nel 1963, Fratti decise di trasferirsi a New York, a Broadway, dove vive tuttora, iniziando l’insegnamento presso la Columbia University e l’Hunter College, dove ha tenuto docenza sino al 2014. Legata al caso la circostanza che lo portò negli Stati Uniti: nel 1962 presentò al Festival di Spoleto il suo atto unico “Suicidio” che piacque a Lee Strasberg e che lo invitò a frequentare l’Actors Studio di New York. In quella fucina delle avanguardie teatrali fu un vero successo. Poi ne seguirono altri, fino ad oggi. Fu proprio in America che Fratti trovò, in quegli anni, una società dove la libertà di espressione era assoluta, rivelandosi al drammaturgo un incredibile serbatoio di situazioni, caratteri umani, conflitti familiari e sociali che si prestano a meraviglia alla drammatizzazione scenica.

Il contatto con l’ambiente americano contribuì infatti alla sua maturazione ideologica, avvicinandolo ai complessi problemi della società contemporanea e dell’oggetto Uomo, esplorato nella sua socialità, nei contorni del suo destino terreno.

Oggi Mario Fratti conta oltre 100 opere, tradotte in 20 lingue e che sono state rappresentate in 600 teatri di tutto il mondo, dall’America all’Europa, dalla Russia al Giappone, dal Brasile alla Cina, dal Canada all’Australia.

Autore originale, raffinato ma tagliente ed immediato, come la denuncia politica e sociale senza veli che egli vi trasfonde, capace di unire gli elementi della tradizione teatrale europea con le novità dell’esperienza americana. È proprio quest’ultimo aspetto che lo farà accogliere dalla critica americana, insieme alla sua completa padronanza della lingua inglese e della letteratura americana, dovute alla sua formazione.

La sua vasta produzione teatrale comprende anche commedie e musical, tra cui “Nine”, commedia scritta nel 1981 e liberamente ispirata al film “8½” di Federico Fellini, diventata poi musical di successo pubblico e di critica, con oltre duemila repliche ed il guadagno di ben sette “Tony Awards”, premio che nel teatro è al pari dell’Oscar per il cinema. L’ultima versione, con Antonio Banderas interprete, è rimasta per molti mesi in cartellone al teatro Eugene O’ Neil, a Broadway.

Numerosissimi i riconoscimenti all’autore teatrale, tra i quali il premio Selezione O’ Neil, il Richard Rogers, l’Outer Critics, L’Heritage and Culture, otto Drama Desk Awards e il Premio John Fante.

Nella foto in alto, da sinistra, il presidente Nino Foti con il vicepresidente U.S.A. dell’Associazione Internazionale Magna Grecia Mario Fratti, New York, 2003.
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Il drammaturgo Mario Fratti e l’On. Nino Foti a New York nel 2016.

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Premio Internazionale Magna Grecia a Mario Fratti e Daniel Nigro, in occasione della XII edizione della Settimana della Magna Grecia a New York, aprile 2016. Da sinistra, il Console Generale Francesco Genuardi, il drammaturgo Mario Fratti, il Presidente della Fondazione Magna Grecia On. Nino Foti, il Commissioner Fire Department di New York Daniel Nigro, il direttore dell’Istituto di Cultura di New York Giorgio Van Straten ed il Chairman Conference of Presidents of Major Italian American Presidents Joseph Sciame.

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