Una Fondazione per il Sud Italia. L’intervento di Foti, che fa il punto sugli obiettivi dell’Iniziativa. Il focus sul territorio

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AIMG compie venti anni. Dal 1987 ad oggi sono innumerevoli e prestigiose le attività portate avanti in tutto il Mondo.
La nuova sfida, è ora l’istituzione di una Fondazione. Presidente Foti, considerato che la bussola di AIMG è rimasta e rimane tuttora sempre orientata a Sud, il futuro cosa ci riserva ?

“Dopo più di 20 anni impegnati nella diffusione e nella promozione, in Italia ed all’estero, della cultura e delle tradizioni dei territori della Magna Grecia, area corrispondente oggi al nostro Mezzogiorno,
ci siamo sentiti in dovere di integrare il nostro lavoro con iniziative, e proposte nuove finalizzate alla crescita ed allo sviluppo economico di quegli stessi territori. Ciò perché riteniamo che lo sviluppo economico e sociale affranchi dalle dipendenze e sia prodomico a tutte le libertà e, di conseguenza, che un territorio libero dai bisogni primari sia portato a costruire quel capitale sociale a sua volta foriero di benessere per tutta la comunità su cui si sono spesi studiosi di spessore fin dagli anni ‘60 come Edward Banfield, negli anni ‘70/’80 come Robert Putnam. Gli studi citati, e molti altri ancora, concordano
 nel definire la scarsa attitudine alla cooperazione ed all’associazionismo, tipiche delle popolazioni meridionali, come uno dei fattori del sottosviluppo”.

Lei crede che certe politiche e logiche assistenziali del passato non hanno
giovato al Mezzogiorno?


“Esattamente. Dopo la fine dell’intervento straordinario dello Stato nel Mezzogiorno (sono passati oltre 15 anni) l’attribuzione, in parte ad alcune Amministrazioni centrali ed in parte alle Regioni di molte delle competenze prima detenute dalla soppressa Agenzia per il Mezzogiorno, ha – da un lato – certamente contribuito alla crescita delle istituzioni e delle responsabilità degli organi
 di governo, ma, dall’altro, ha innescato processi
di sviluppo diseguali, ha spesso comportato l’interruzione di processi virtuosi di investimento, ha determinato fenomeni di abbandono dei territori che la stagnazione della crescita economica attuale rende davvero preoccupanti”.

Sulla base di queste considerazioni, insomma, il Sud non ha speranze?

“Nient’affatto ritengo, ad esempio che nel contesto meridionale un ruolo primario debba giocarlo il sistema formativo. La qualità della vita di un territorio si misura anche per la qualità del servizio scolastico reso agli studenti e dalle famiglie. Una cattiva formazione spalanca al giovane le porte di un futuro incerto e sottopagato e porta ad un impoverimento del capitale umano dell’area.
Ciò è valido in generale, in tutte le aree d’Italia e del mondo, ma nel nostro Sud, ove ci sono, sia pur a macchia di leopardo, alcune delle aree più disastrate d’Italia e forse d’Europa sotto il profilo socio economico, è ancora più importante. Oggi il tenore di vita di un paese è più che mai determinato dalle conoscenze degli uomini che ci vivono”.

Quindi la formazione è al primo posto, ma questo basta a creare nuova occupazione, oppure servono ingenti capitali e nuovi investimenti per il Sud e la Calabria in particolare?

“Rispondo ricordando quello che Michel
 Barnier commissario UE per i fondi strutturali, proprio a Reggio Calabria per un convegno, ha dichiarato <<alla Calabria manca il “capitale umano e istituzionale”, per invertire il trend del sottosviluppo>>. In altre parole, finché al Sud non si affermerà l’etica del lavoro e della meritocrazia, dell’efficienza e della competenza, del rispetto
 delle regole sociali e giuridiche, non ci saranno 
leggi speciali , “agevolazioni” o lavori socialmente inutili che riusciranno ad invertire un trend negativo consolidato da almeno un secolo. E queste “doti” non possono essere impartite per decreto ma sono il frutto di un progetto strategico da effettuare anche attraverso la scuola, ed i cui frutti, se si comincia oggi, si vedranno tra venti anni. Occorre, comunque, una decisa presa d’atto del fallimento delle ricette adottate in 150 anni di irrisolta “questione meridionale” per lo più incentrate in soluzioni assistenziali che non hanno prodotto l’effetto
 sperato anzi hanno drenato risorse turbando il mercato e creando sacche di inefficienze e illegalità, impedendo alle forze migliori delle regioni meridionali di esprimere il loro potenziale e di competere con le parti più avanzate del Paese. Esse, nel migliore dei casi, sono costrette a trasferire al nord o all’estero il proprio bagaglio di esperienze dove spesso in un ambiente più favorevole al riconoscimento del 
merito le intelligenze meridionali hanno raggiunto posizioni di eccellenza nelle business community, nelle arti e nelle professioni. Si è anche certi che
 solo una vera rivoluzione liberale possa ridare chances e opportunità alle regioni meridionali il
cui tessuto sociale deve poter premiare i migliori per poter competere nel mercato globalizzato, ricercando e perseguendo l’eccellenza in ogni
 campo, in primis nella formazione e nell’istruzione;
è necessario dotarsi di obiettivi certi e misurabili con correlate responsabilità ad ogni livello, promuovendo l‘individuazione, la diffusione e la condivisione di “buone pratiche” in tutti i campi
 della vita quotidiana, che possa innescare un circolo virtuoso per la crescita di tutta la comunità. Così come di converso il diffondersi di piccole e grandi illegalità, inefficienze e particolarismi, in nome di
 un malinteso e controproducente individualismo che sfocia in conflittualità patologica e inaffidabilità nei rapporti, improntati ad un insano familismo amorale e perciò stesso inefficiente, e’ causa ed effetto di
 un decadimento generale dei valori fondanti di una società che dovrebbe essere evoluta, competitiva nel mercato globale e per questo anche cooperativa, meritocratica ed attenta ai valori dell’uguaglianza. Da qui l’esigenza di articolare e differenziare il nostro impegno per promuovere concretamente lo sviluppo economico e sociale di una così vasta parte del Paese”.

In proposito AIMG come pensa di procedere nella realizzazione del progetto?

“Una delle prime iniziative concrete che intendiamo mettere in cantiere è la costituzione formale di un gruppo di lavoro per lo sviluppo economico, sociale ed imprenditoriale dei territori della Magna Grecia, che per il momento assume la veste di un Comitato ai sensi dell’art. 39 del cc ed in seguito si trasformerà in Fondazione, con lo scopo di moltiplicare le occasioni di incontro tra gli aderenti e allargare la platea degli stessi, al fine di verificare le affinità e i comuni intendimenti, approfondire le ragioni del ritardo culturale, economico e sociale del Mezzogiorno, individuare gli strumenti più idonei per poter incidere positivamente nella società; proporre soluzioni legislative, amministrative, politiche, sociali, che possano incidere concretamente sulle criticità di sistema del mondo economico, produttivo e sociale del Mezzogiorno. Alla struttura che nascerà a seguito del lavoro del comitato, ed il cui soggetto promotore principale sarà la stessa “Associazione Internazionale MAGNA GRECIA” potranno aderire oltre a personalità ed istituzioni aventi medesime finalità.

Quali saranno i principali campi di attività: formazione, famiglia, lavoro, impresa, promozione, territorio, altro?

“Al di là di un riferimento generico a tutti i possibili interventi che possono costituire ambito operativo della Struttura, si possono delineare alcune scelte concrete che qualificano con maggior precisione i contenuti della sua missione:

– Avere come principale punto di riferimento lo sviluppo delle piccole e medie imprese

– Verificare i fattori che ne condizionano la crescita e l’ampliamento della capacità produttiva e che siano legati ai condizionamenti del territorio

– Verificare quali opportunità, per nuovi insediamenti per le PMI che hanno una crescita condizionata da fattori di carattere strutturale urbanistico, esistano nel territorio individuando prioritariamente le aree produttive dismesse e verificando gli interventi che ne possano consentire la riattivazione anche parziale e/o la specializzazione

– Promuovere e sollecitare presso le istituzioni nazionali, regionali e/o locali le iniziative e le forme di sostegno finanziario più opportune per le predette finalità

– Promuovere presso gli ambienti imprenditoriali e sociali dei territori interessati iniziative di informazione

e conoscenza delle opportunità (non solo finanziarie) che da fonte nazionale e/o comunitaria favoriscono lo sviluppo delle PMI dei territori interessati

– Promuovere e realizzare iniziative di formazione sulle predette tematiche

– Proporre e sostenere iniziative e progetti per
la creazione di organismi associativi fra PMI per assicurare la dotazione di servizi reali o la creazione di specifiche economie esterne che rendano
più convenienti i nuovi investimenti nei territori interessati.  

A questo punto non rimane che darci l’appuntamento prossimamente non appena verranno raggiunti i primi risultati di questo suo nuovo impegno per il Sud.
A presto e Grazie Presidente Foti.


Grazie a Lei, sicuramente non tarderà l’occasione
per approfondire insieme quanto avremo iniziato
a realizzare con AIMG e la futura Fondazione. A presto.

 

 


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