Con il referendum del 15 giugno, gli italiani all’estero hanno vinto la sfida di italianità. Pubblichiamo un articolo di Mirko Tremaglia, padre e artefice della legge per gli italiani residenti all’estero, giunta al traguardo dopo 46 anni.

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Ricordo ancora, il 20 dicembre 2001, nell’austera Aula di Montecitorio, il mio grido: “Finalmente!” Finalmente era arrivata la vittoria storica. Dopo ben due riforme della Costituzione, quella dell’art. 48 che istituisce la circoscrizione Estero e quella degli art. 56 e 57 che fissano il numero dei deputati e senatori da eleggere in Parlamento, anche la legge ordinaria di attuazione chiudeva finalmente il suo lungo e travagliato iter.

Si concludeva così con un vero trionfo la grande, tormentata ed eccezionale battaglia di civiltà iniziata 46 anni prima, il 22 ottobre 1955, con la proposta del senatore Lando Ferretti del MSI. Mai, dico mai al mondo, un’altra legge aveva dovuto aspettare tanti decenni per arrivare alla conclusione.

Tante sconfitte, tanti stress cancellati in un colpo dall’applauso dei Senatori, che in piedi, rendevano omaggio all’Altra Italia. Il mio pensiero, in quel momento storico, è corso immediatamente ai milioni di connazionali all’estero, la mia grande famiglia, il traguardo di tutta la mia vita politica. E poi al mio compianto e carissimo figlio Marzio, che è stato il faro della mia vita. Io so di avere fatto fino in fondo il mio dovere e di aver portato a termine la mia battaglia nell’amore all’Altra Italia, alla mia Patria: sono riuscito a vincere secondo l’ordine di Marzio che mi ha guidato dal Cielo nei momenti più difficili, e per merito degli Italiani all’estero che mi hanno difeso con forza ed entusiasmo. Appena nominato Ministro avevo detto: “Farò approvare la legge sul voto entro sei mesi”. E così è stato. Io non ho mai mancato la mia parola agli Italiani all’estero.

Con il referendum del 15 e 16 giugno, gli Italiani residenti all’estero per la prima volta hanno votato; per la prima volta hanno rivendicato di avere gli stessi, precisi diritti degli Italiani in Italia. Come Ministro per gli Italiani nel Mondo non ho potuto far altro che rinnovare, commosso, la mia grande soddisfazione per gli eccellenti risultati ottenuti. Anche se i contenuti dei referendum non riguardavano diretta- mente i nostri connazionali, gli elettori all’estero hanno raccolto il mio invito: “Votate, votate quello che volete, ma votate. Questo è il primo grande appuntamento con la Storia. E’ la dimostrazione del Vostro grande attaccamento all’Italia”. Questa è stata la prova generale per le elezioni politiche del 2006, quando gli Italiani all’estero voteranno per eleggere al Parlamento italiano 12 deputati e 6 senatori residenti all’estero.

La consistente partecipazione dell’elettorato all’estero, ha superato ogni aspettativa e soprattutto ha troncato, una volta per tutte, le previsioni dei soliti pessimisti che, invece di adoperarsi per garantire il più ampio successo, come al solito (ma a questo atteggiamento sono da sempre avvezzo), non hanno fatto altro che evidenziare soltanto le difficoltà, le disfunzioni, i problemi tecnici che sono inevitabili soprattutto quando si tratta di attivare una possente macchina organizzativa.

Ed invece, anche in condizioni molto difficili, non essendo ancora regolarizzata la situazione dell’anagrafe, nonostante l’assenza di ogni campagna informativa da parte della Rai, esclusa Rai International, il mio appello forte è stato accolto: è risultata eccezionale la partecipazione in tutto il mondo, soprattutto in America Latina, a Buenos Aires in particolare; in America del Nord, specialmente in Canada; in Europa con la Svizzera nettamente avanti, e ancora in Africa e in Australia. Un risultato che ha ammutolito i più scettici e che conferma quanto interesse, quanto amore, quanta attenzione i nostri connazionali all’estero nutrano ancora, fortissimi, verso l’Italia.

Ho vissuto in prima persona, sempre con grande emozione, passione e stress, tutte le fasi della legge che ha concesso, finalmente, Io ripeterò all’infinito, l’esercizio del diritto di voto ai cittadini italiani all’estero. Non potevo per questo perdere l’arrivo dei primi aerei con le schede votate. “Ognuna è un messaggio d’amore per l’Italia”, ho detto e, nell’applaudire i velivoli che atterravano a Fiumicino carichi dei plichi provenienti da ogni parte del mondo, ho idealmente salutato tutti i nostri connazionali che, ancora una volta, mi hanno dato un’immensa gioia.

Oggi, posso quindi dire che gli Italiani all’estero sono parte integrante del Sistema Italia, e hanno dimostrato, rivendicandolo con la forza dei fatti, di avere diritti in tutto identici, agli Italiani in Patria.

Anche in questa occasione, così come dopo la modifica costituzionale dell’art. 48 il 29 settembre 1999 e dopo l’approvazione definitiva della legge il 20 dicembre 2001, ho ricevuto decine e decine di attestati di riconoscenza, ma soprattutto di affetto, di chi quasi non credeva che il miracolo potesse avvenire.

Per fortuna sono pochi quelli che hanno dimostrato per comodo di avere la memoria corta, facendo finta di non ricordare le mie battaglie solitarie, compiute sempre nel nome dei connazionali lontani, come quando, proprio per completare il “miracolo”, minacciando le dimissioni, ho respinto con decisione il tentativo di inganno nei confronti degli Italiani oltre confine confermando, nella legge definitiva, che i candidati al Parlamento italiano dovevano essere residenti all’estero.

Lo ripeto sempre, in ogni occasione: gli Italiani nel mondo sono la grande risorsa e la ricchezza per la nuova Italia; l’indotto a favore del nostro Paese sul piano economico è stato calcolato in 191 mila miliardi di lire. Ma i 4 milioni di connazionali e i 60 milioni di oriundi costituiscono soprattutto la fierezza e l’orgoglio italiano, perché hanno sempre custodito il culto della Patria ed esaltato la nostra cultura, la nostra lingua, la nostra storia e la nostra tradizione.

A loro, agli Italiani nel mondo, va, ancora una volta il mio “Grazie“: a loro debbo l’infinita riconoscenza che mi spinge a ripetere sempre «Grazie, Dio, di avermi fatto italiano».

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L’Onorevole Mirko Tremaglia, Ministro per gli Italiani nel Mondo, premiato da presidente dellìAssociazione Internazionale Magna Grecia, con un riconoscimento speciale per l’opera svolta a favore delle comunità italiane nel mondo

 


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