Foti: “la rinascita del Sud deve partire proprio dal Sud, dalla valorizzazione del suo enorme patrimonio di costumi, cultura e competenze”. Si è concluso l’evento MagnaGrecia. Il prossimo appuntamento con New York è per maggio 2018

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NEW YORK. Si è conclusa la XII edizione della Settimana della Magna Grecia, organizzata dalla Fondazione Internazionale Magna Grecia e che ha visto coinvolti diversi rappresentanti del mondo accademico, istituzionale e professionale italoamericano. Dopo l’incontro inaugurale presso l’Istituto Italiano di Cultura, con il conferimento del Premio Internazionale Magna Grecia, mercoledì è stata la volta della giornata del Turismo, organizzata in collaborazione con l’Italy America Chamber of Commerce, e sostenuta dalla Provincia di Reggio Calabria.

Strutturata in una serie di incontri fra operatori del settore, questa iniziativa è stata, come sottolineato dai partecipanti, l’occasione per mettere a fuoco delle prospettive molto importanti su un tema fondamentale per lo sviluppo del nostro Paese come quello del turismo.

“Siamo molto contenti – ha commentato il presidente di Unindustria Calabria Giuseppe Nucera – di aver presentato la nostra offerta a dei buyer molto interessanti che già hanno nella loro programmazione l’Italia e che hanno mostrato particolare interesse per la destinazione Calabria. Abbiamo a tal proposito stabilito, insieme alla Fondazione Internazionale Magna Grecia, di dare seguito ai lavori odierni attraverso una serie di educational tour, che si terranno prossimamente in Italia, e che vedranno la partecipazione degli stessi tour operator, della stampa di settore e degli opinion leader americani. Ci sono le basi per portare avanti un ottimo lavoro, inserendo il Mezzogiorno e la Calabria in un contesto più ampio in cui le nostre risorse culturali ed agroalimentari diventino finalmente l’elemento trainante della nostra offerta turistica e della nostra economia”.

A concludere la Settimana della Magna Grecia è stato invece un altro importante appuntamento dal titolo “Dalla Magna Grecia al Mezzogiorno: le ragioni di uno sviluppo che non c’è” tenutosi presso il John D. Calandra Italian American Institute, Queens College/CUNY. All’incontro hanno partecipato, oltre al presidente della Fondazione Internazionale Magna Grecia on. Nino Foti, il preside dell’Istituto Prof. Anthony Julian Tamburri, il prof. Gaetano Cipolla della St. John’s University, lo Scrittore, drammaturgo e commediografo Mario Fratti e l’ambasciatore Antonio Morabito, ministro plenipotenziario, coordinatore per la Comunicazione presso il Ministero degli Affari Esteri.

Presente anche Angelo Caliendo, consigliere direttivo dell’Eurispes – Istituto di Studi Politici, Economici e Sociali, che ha presentato alla platea “Labsud – Laboratorio Sud”, la nuova piattaforma nata dalla collaborazione fra la Fondazione Internazionale Magna Grecia e l’Eurispes con l’obiettivo di riportare all’attenzione dell’agenda politica il Mezzogiorno e immaginare un progetto organico per rilanciare il Sud.

“Labsud – ha dichiarato Caliendo – si propone come un laboratorio di idee e azioni che possano contribuire concretamente a valorizzare tutte le potenzialità inespresse del nostro Meridione. Vogliamo dare il nostro apporto alla soluzione di una questione difficile e penalizzante, che coinvolge circa 20 milioni di abitanti e che rappresenta ancora l’ostacolo maggiore per la ripresa e la crescita economica dell’Italia”.

Diversi ed eterogenei i punti di vista esposti anche dagli altri relatori, che hanno portato ad un dibattito molto interessante e partecipato sulle condizioni, le responsabilità e le prospettive del Mezzogiorno d’Italia. “Negli ultimi anni – ha esordito nel suo intervento il presidente della Fondazione Nino Foti – molto è stato detto a proposito del Sud, in particolare sui suoi bisogni, i problemi e lo stato di emergenza sociale in cui essa si trova. La famosa pubblicazione l’Economist ad esempio ha dipinto un quadro desolante: l’Italia è un Paese nettamente diviso in due, che viaggia su due velocità: il Nord è vivo e produce, il Sud è morto. Se consideriamo anche che negli ultimi dieci anni la distanza tra le due aree è cresciuta molto ci rendiamo conto facilmente di quanto sarà difficile recuperare se non si inverte la tendenza”.

“Gran parte della responsabilità – ha aggiunto Foti – deve essere data all’inadeguatezza delle classi politiche e amministrative, ma va detto che c’è una forte intenzione da parte del Governo centrale, di negare lo sviluppo del Sud. A questo atteggiamento ci si deve opporre, pretendendo rispetto e attenzione”.

“Allo stesso modo – ha concluso il presidente Foti chiudendo i lavori della Settimana – dobbiamo capire che la rinascita del Sud deve partire proprio dal Sud, dalla valorizzazione del suo enorme patrimonio di costumi, cultura e competenze, in una parola “civiltà”. Si tratta di un patrimonio che deve essere scoperto, aggiornato, reintegrato e riportato al suo valore precedente. Dobbiamo ritrovare la profonda tradizione della nostra civiltà, perché questo è il vero patrimonio della Magna Grecia”.

Fonte: America Oggi


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