Banda larga, l’Italia deve correre. C’è uno spread digitale da colmare. Alla Camera il dibattito promosso dalla FMG.

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Investimenti, potenzialità e divario digitale, questi alcuni temi affrontati nel corso del convegno “Strategie banda ultra larga e crescita digitale: rapporto con la P.A. E i cittadini”, tenutosi mercoledì alla Sala Aldo Moro della Camera dei Deputati.

L’incontro, moderato dal giornalista Fabrizio Frullani, ha offerto un quadro completo ed esaustivo su un tema tornato nuovamente d’attualità, coinvolgendo le principali compagnie italiane del settore telecomunicazioni, i Deputati dei diversi schieramenti politici membri della Commissione telecomunicazioni della Camera e alcuni rappresentanti della Pubblica Amministrazione.

“Secondo l’ultimo rapporto ISTAT, 20 milioni di persone (38,3% popolazione della residente) non “navigano” e forse non sanno neppure bene cosa sia Internet”, ha esordito il Presidente della Fondazione MagnaGrecia Nino Foti. “Soltanto il 56% della popolazione tra i 16 e i 74 anni naviga regolarmente sul Web, mentre la media Ue è un lontanissimo 72%. C’è pertanto un grave ritardo nella digitalizzazione del nostro Paese, dovuto alla mancanza di investimenti strutturati e di azioni sistemiche che hanno progressivamente creato un vero e proprio spread digitale con gli altri Paesi europei. Spread che va assolutamente superato se vogliamo rilanciare l’economia dell’Italia.”

A seguire spazio ai rappresentanti delle aziende che hanno così espresso il loro punto di vista.

“La digitalizzazione del Paese” – ha dichiarato Lisa Di Feliciantonio, responsabile relazioni istituzionali di Fastweb – “passa attraverso lo sviluppo della banda ultralarga e quello dei servizi digitali. Fastweb e i principali operatori stanno facendo la loro parte, tanto che la copertura della banda ultralarga nell’arco del 2014 è aumentata del 15%, un tasso che permetterà di raggiungere il 75% della popolazione nel 2018, in linea con gli obiettivi dell’agenda digitale europea. La Pubblica Amministrazione, da parte sua, deve favorire lo sviluppo dei servizi digitali, creando l’esigenza per i cittadini di trovare il modo di interagire con gli uffici pubblici quasi esclusivamente online.”

“I servizi digitali oggi sono entrati a far parte della vita quotidiana delle persone, lo vediamo nella forte crescita del consumo di dati spinta dalle reti 4G” – ha affermato successivamente Alessandro Canzian, Direttore Marketing Corporate di Vodafone Italia – “Questo è il momento di superare le divergenze ed arginare il contenzioso che blocca lo sviluppo delle reti per realizzare la trasformazione digitale delle imprese e della PA che auspichiamo”.

Sulla priorità dello sviluppo della digitalizzazione del nostro Paese si è soffermato anche Massimo Angelini, Direttore Public Relations di Wind, che intervenendo nel corso del dibattito ha dichiarato: “lo sviluppo dell’ultra banda larga mobile e fissa è l’autostrada sulla quale far correre i nuovi servizi della digital economy, che è il motore per una nuova politica industriale. Il digitale è anche un’occasione unica per attuare la rivoluzione della P.A. necessaria per essere al passo con le economie moderne e trasformare radicalmente la relazione con i cittadini”.

Massimo Casciello, D.G. digitalizzazione sistema Informativo sanitario del Ministero della salute, ha poi presentato il suo contributo spostando il focus del dibattito sul versante Pubblica Amministrazione. “Il SSN” – ha dichiarato – “sta cambiando. Le cure saranno sempre piú mirate al singolo individuo e la medicina sarà di precisione. Non un farmaco valido per tutti ma un farmaco valido solo per quella persona. I costi saranno difficilmente sostenibili e le attività ad alto contenuto tecnologico dovranno essere concentrate solo in poche strutture. Pertanto la diagnosi e assistenza saranno sul territorio ma la medicina innovativa sarà presso l’ospedale diverso da quello che conosciamo ora. Tutto ciò deve essere sostenuto dalla presenza di banda che consente di fare medicina sia conservando e consultando le informazioni mediche sia utilizzando le stesse per comprendere l’evoluzione socio sanitaria della popolazione. La presa in carico della persona e la conoscenza della popolazione in un momento di contrazione della spesa può essere garantita dalla connettività a larga banda.”

Successivamente è stata la volta degli interventi dei rappresentanti Politici, che hanno definito il quadro di azioni nel quale si sta muovendo il Governo sottolineando anche le diverse criticità ancora presenti.

“Il Paese ha bisogno della banda ultralarga”, ha affermato l’On. Vincenzo Garofalo (NCD). “Servono delle infrastrutture efficienti che permettano di ridurre il gap esistente con gli altri Paesi. Questi investimenti sono fondamentali per rilanciare l’occupazione in Italia e specialmente al Sud.”
“La digitalizzazione rappresenta la vera rivoluzione culturale”, ha commentato l’On. Paolo Coppola, responsabile PD per l’Agenda Digitale. “Stiamo lavorando, anche col gruppo interparlamentare sull’innovazione, per introdurre questo concetto anche nella Pubblica Amministrazione e anche la riforma della PA va in questa direzione.”
Sui ritardi nella Pubblica Amministrazione si è soffermato invece l’On. Davide Caparini (Lega Nord). “Il nostro mercato si è sviluppato solo sul mobile a causa dei blocchi del monopolista sul fisso” – ha dichiarato – “creando una dicotomia tutta italiana che fotografa al meglio nostri ritardi. E’ evidente pertanto come nel pubblico ci sia un notevole ritardo, perché sono i servizi che fanno crescere la richiesta di connettività, e la dimensione offerta dalla PA al momento non è assolutamente competitiva.”
Critico anche l’intervento dell’On. Settimo Nizzi (FI) che ha dichiarato: “E’ necessario da parte di tutti gli attori impegnati uno sforzo importante affinchè la digitalizzazione rappresenti una soluzione ai bisogni concreti dei cittadini.  Mi riferisco ai servizi principali sui quali ancora siamo notevolmente indietro. In questo senso la recente gara per la fornitura di internet alla PA aggiudicata da Consip ad una società che ha presentato un ribasso “quantomeno insolito” dell’89% lascia più di qualche perplessità. Non vorrei che ancora una volta, per delle logiche incomprensibili, fossero penalizzati i cittadini.”

Le conclusioni sono state invece affidate ad Antonio Samaritani, Direttore generale dell’AgID, che si è soffermato sulle ultime novità presentate dall’Agenzia per l’Italia Digitale. “Il processo di digitalizzazione dell’Italia sta andando avanti, ha dichiarato, con risultati importanti. Proprio in questi giorni abbiamo pubblicato i regolamenti tecnici per l’avvio del Sistema Pubblico di Identità Digitale (Spid), la nuova “infrastruttura paese” di login che permetterà a cittadini e imprese di accedere con un’unica identità digitale, in maniera semplice e sicura, ai servizi on line della pubblica amministrazione e dei privati che aderiranno. Bisogna insistere su questa strada perché informatizzare il Paese vuol dire favorire il cambiamento.”

 

 

 


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