L’emergenza Covid in Italia raccontata alla Cina

L’emergenza Covid in Italia raccontata alla Cina

The Paper è uno dei giornali on line più letti in Cina.

A seguire l’intervista al Presidente Nino Foti – in inglese e in italiano – pubblicata in due blocchi. Ma per chi volesse vedere l’originale in caratteri cinesi, i link si trovano all’inizio della prime e della seconda parte.


PRIMA PARTE

Could you introduce the situation of Lombardia? So far how many diagnosed patients, and how many people died of COVID-19?
The very first two cases ascertained in Italy date back to two Chinese tourists who, landed in Milan form Wuhan the Jan 23, were then hospitalized the Jan 28, in isolation at the Spallanzani Hospital in Rome, in the specialized centre for infectious diseases where the virus was also isolated. After a long treatment of intensive care, the couple, completely healed, was dismissed only a few days ago. We can see how the Italian public health care system assisted the Chinese couple in a timely and exemplary manner. Following this event, the Jan 31, Italy closed air traffic to and from China. On Feb 22, the first contagion related to Covid-19 occurred in the city of Codogno, Lombardy: a 38-year-old Italian was tested positive for the Coronavirus, immediately hospitalized in intensive care and recently released completely healed. The severity of the virus has been indeed widely recognized by the Italian Authorities, also due to the Chinese situation in Wuhan and the dramatic spread all over China at that time, which amply demonstrated that it was not a simple flu. According to the National Civil Protection Service, as per health monitoring activities related to the spread of Coronavirus across national territory, at present (Apr 1), 80.572 people have tested positive. To date, the total number of assessed cases in Italy is 110.574. Currently, 25.765 are positive cases in Lombardy. A total of 16.847 patients have recovered across Italy. 13.155 died. However, this number can be confirmed only upon certification of cause of death by the National Health Institute.

Potrebbe introdurre la situazione della Lombardia? Finora quanti pazienti sono stati diagnosticati e quante decessi COVID-19 si contano?
I primi due casi accertati in Italia risalgono ai due turisti cinesi che, sbarcati a Milano da Wuhan il 23 gennaio, furono poi ricoverati il 28 gennaio, in isolamento all’Ospedale Spallanzani di Roma, nel centro specializzato per le malattie infettive dove il virus è stato isolato. Dopo un lungo trattamento di terapia intensiva, la coppia, completamente guarita, è stata dimessa solo pochi giorni fa. Possiamo vedere come il sistema sanitario pubblico italiano ha assistito la coppia cinese in modo tempestivo ed esemplare. A seguito di questo evento, il 31 gennaio, l’Italia ha chiuso il traffico aereo da e verso la Cina. Il 22 febbraio, il primo contagio legato a Covid-19 si è verificato nella città di Codogno, in Lombardia: un 38enne italiano è risultato positivo al Coronavirus, immediatamente ricoverato in terapia intensiva e recentemente rilasciato completamente guarito. La gravità del virus è stata in effetti ampiamente riconosciuta dalle autorità italiane, anche a causa della situazione cinese di Wuhan e della drammatica diffusione in tutta la Cina a quel tempo, che ha ampiamente dimostrato che non si trattava di una semplice influenza. Secondo le attività di monitoraggio sanitario relative alla diffusione del Coronavirus sul territorio nazionale operate dal Servizio di Protezione Civile Nazionale, attualmente, (1 aprile) 80.572 persone sono risultate positive. Ad oggi, il numero totale di casi valutati in Italia è 110.574, 25.765 sono casi positivi in Lombardia. Un totale di 16.847 pazienti sono guariti in tutta Italia. 13.155 sono deceduti. Tuttavia, questo numero può essere confermato solo su certificazione della causa di morte da parte dell’Istituto Superiore di Sanità.

What is Lombardia most short of at the moment? And need what kind of help?
At the beginning, the main emergency was surely the lack of sufficient intensive care places to treat the most serious patients, due to the unexpected rate of new infected people, exceeding the capacity of hospitals in Lombardy, followed by the lack of protective masks and ventilators. Now that we are entering the trending peak phase, the need of protective equipment plus rapid test detection kits at patients and healthcare professional’s disposal still takes the highest priority.

Di cosa la Lombardia si è trovata ad aver più bisogno? E di che tipo di aiuti ancora necessita?
All’inizio, l’emergenza principale era sicuramente la mancanza di posti di terapia intensiva sufficienti per curare i pazienti più gravi, a causa del tasso inatteso di nuove persone infette, che superava la capacità degli ospedali in Lombardia, seguita dalla mancanza di maschere protettive e ventilatori. Ora che stiamo entrando nella fase di picco, la necessità di equipaggiamento protettivo e kit di rilevamento rapido dei test a disposizione dei pazienti e degli operatori sanitari ha ancora la massima priorità.

Have you received assistance from the Italian government, the EU, or any member countries of the EU?
On Jan 31, the Council of Ministers declared a six-month state of emergency as a consequence of the health risk related to the Coronavirus outbreak started in China. The main actions coordinated by the Head of the Civil Protection Department concerned the rescue and assistance of the population potentially affected by the virus, the strengthening of controls in airport and port areas according to the measures adopted by the Ministry of Health, the repatriation to Italy of citizens located in countries at risk and the return of foreign citizens exposed to risk to their home countries. Furthermore, to deal with the Covid-19 emergency, once ascertained the first cases of infection at the hospitals of Codogno and Lodi dated the Feb 21-22, and acknowledged the widespread nature of the epidemic and the significant increase in cases and deaths notified by the WHO and deemed appropriate to take exceptional measures to reduce the risk of infection, the Ministry of Health has ordered immediate prophylactic measures against the spread of the virus, for the Lombardy Region. The Feb 23, the first Coronavirus decree of the Minister Council was issued. Moreover, Germany has flown several dozen Italian and French patients to German hospitals at the height of the emergency. Albania has sent 30 doctors and nurses to Italy that has an important Albanian community, with around 400,000 Albanians living in our country. The Russian government sent Italy nine aircrafts and more than 100 experts, along with medical supplies. The Czech Republic has sent a few thousand protective suits. Poland has sent twelve doctors. Cuban medical teams were sent to Italy on March 21.

L’Italia ha ricevuto assistenza dal governo italiano, dall’UE o da qualsiasi paese membro dell’UE?
Il 31 gennaio, il Consiglio dei Ministri ha dichiarato uno stato di emergenza di sei mesi a seguito del rischio per la salute legato all’epidemia di Coronavirus iniziata in Cina. Le principali azioni coordinate dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile hanno riguardato il salvataggio e l’assistenza della popolazione potenzialmente colpita dal virus, il rafforzamento dei controlli nelle aree aeroportuali e portuali secondo le misure adottate dal Ministero della Salute, il rimpatrio in Italia dei cittadini situati in paesi a rischio e il rimpatrio di cittadini stranieri esposti a rischio nei loro paesi di origine. Inoltre, per far fronte all’emergenza di Covid-19, una volta accertati i primi casi di infezione negli ospedali di Codogno e Lodi del 21-22 febbraio, riconosciuta l’importante diffusione dell’epidemia, il significativo aumento dei casi e dei decessi comunicati dall’OMS e ritenuto opportuno adottare misure eccezionali per ridurre il rischio di infezione, il Ministero della Salute ha ordinato misure profilattiche immediate contro la diffusione del virus, per la Regione Lombardia. Il 23 febbraio è stato emesso il primo decreto Coronavirus da parte del Consiglio dei Ministri. Inoltre, la Germania ha portato diverse decine di pazienti italiani e francesi negli ospedali tedeschi al culmine dell’emergenza. L’Albania ha inviato 30 medici e infermieri in Italia che ha un’importante comunità albanese, con circa 400.000 albanesi che vivono nel nostro paese. Il governo russo ha inviato in Italia nove velivoli e oltre 100 esperti, insieme a forniture mediche. La Repubblica Ceca ha inviato alcune migliaia di tute protettive. La Polonia ha inviato dodici medici. I team medici cubani sono stati inviati in Italia il 21 marzo.

Italy, particularly the district of Lombardia, has the top-level of health facilities in the world. Why does it still seem to be fragile and not very well-prepared under the outbreak of COVID-19? Lombardy undoubtedly has one of the highest levels of health care in the world. However, like no other country, it was not prepared for such a serious emergency with this dramatic spread. The large number of intensive care units, for example, was not enough to cope with the number of infected people, as well as the initial inability of doctors to distinguish Covid-19 from a common flu or pneumonia made them dangerously exposed to the infection. I believe the greatest risk for our country has been, initially, the lack of medical doctors and nurses resulting from their forced quarantine because most of them were detected positive for the swab. Having said that, the facilities, the preparation of doctors and nurses, their psychological strength have confirmed the popularity our health system has earned worldwide.

L’Italia, in particolare il distretto della Lombardia, ha il più alto livello di strutture sanitarie nel mondo. Perché sembra ancora fragile e non ben preparata allo scoppio di COVID-19?
La Lombardia ha senza dubbio uno dei più alti livelli di assistenza sanitaria al mondo. Tuttavia, come nessun altro Paese, non è stata preparata a contrastare un’emergenza con questa così drammatica diffusione. Il gran numero di unità di terapia intensiva, ad esempio, non è stato sufficiente per far fronte al numero di persone infette, così come l’incapacità iniziale di distinguere Covid-19 da una comune influenza o polmonite ha pericolosamente esposto all’infezione i medici stessi. Credo che il rischio maggiore per il nostro Paese sia stato, inizialmente, la mancanza di medici e infermieri a causa della loro quarantena forzata, essendo la maggior parte di essi rilevata positiva al tampone. Detto questo, le strutture, la preparazione ed il coraggio del personale medico e infermieristico hanno confermato la popolarità che il nostro sistema sanitario ha guadagnato in tutto il mondo.

Has Italy underestimated the damage of COVID-19 at the early stage? What are the main reasons that lead to the high infection rate and high mortality rate?
Lombardy is the worst-hit Italian region in the crisis, making up over half of the country’s total death toll. Italy never underestimate the clear danger signs that came up with Covid-19. An initial lack of knowledge, should say, not a fault nor lack of experience, and the sudden explosion of positive cases were undoubtedly important reasons for the health professionals who were unable to immediately recognize the symptomatology produced by Covid-19. The clinical manifestations of the inpatients were initially recognized as those of flu: Coronavirus in Italy had never been reported before the case of the two Chinese tourists hospitalized at Spallanzani Hospital. Italy experienced the same situation as China: it found itself facing an unknown virus type. However, Italy rapidly reacted and instantly share the contagion data, through an in-depth and capillary screening of the new coronavirus cases. For this reason, the numbers of contagion significantly emerged unlike other EU countries that carried out the oropharyngeal swabs in a very selective manner. But, in my opinion, we cannot exclude other concomitant realities. For instance, the Mayor of Bergamo Mr. Giorgio Gori, in an interview of March 25, recognized how the first leg of the Champions League round between Atalanta and Valencia of Feb 19, can be considered the “zero game”, which gave way to the rapid spread of Coronavirus, both in Italy and in Spain. No one knew that the virus was already circulating in Italy at that time. Many people watched that game and there were many contacts that night when the virus could have been transmitted from one to the other. What is certain is that after the match, there were 35% positive cases among the Iberian club members. The game was not the only event, because the real spark happened in the hospital of Alzano Lombardo, with a patient with unrecognized pneumonia who infected other patients, doctors and nurses. This was presumably the centrepiece of the epidemic for the Lombardy Region. Furthermore, we have to consider that the city of Milan is an important central pole for many Chinese entrepreneurs who permanently lived there as in many Italian northern regions, since years. Plus, the Italian Christmas holidays and the later Chinese New Year counted an estimated 3 million movement of Chinese people, the majority of them from Wuhan, between the two countries. We count significant differences of contagions between North, Central and Southern Italy. According to numbers, we should consider the population density of each territory, the different social composition for which many elderly people live at home in many cases with their relatives, and these elderly people are the first to get sick and / or become infected. According to the report issued the March 27 by the Italian Institute for International Political Studies (ISPI) “Italy was already ahead on the epidemic curve compared to Europe: up to Feb 28, several Regions had begun to make swabs on a relatively large sample of the population, testing and therefore bringing to light many infected but asymptomatic or mild symptomatic people. The cases, therefore, emerged earlier than what happened in other countries. From Feb 28 onwards, the Regions began to adapt to the requests of the Government – requests also motivated by reasons of necessity, in order not to subject the 31 laboratories authorized to analyse the results of the swabs to an excessive workload in a phase of exponential growth of the contagions.

L’Italia ha sottovalutato il danno di COVID-19 nella fase iniziale? Quali sono i motivi principali che portano all’alto tasso di infezione e all’alto tasso di mortalità?
La Lombardia è la regione italiana più colpita dalla crisi e costituisce oltre la metà del bilancio delle vittime totale del Paese. L’Italia non ha mai sottovalutato i chiari segnali di pericolo emersi con Covid-19. Un’iniziale mancanza di conoscenza, dovremmo dire, non un difetto né una mancanza di esperienza, e l’improvvisa esplosione di casi positivi sono stati senza dubbio motivi importanti per gli operatori sanitari che non sono stati in grado di riconoscere immediatamente la sintomatologia prodotta da Covid-19. Le manifestazioni cliniche dei ricoverati sono state inizialmente riconosciute come influenzali: il coronavirus in Italia non era mai stato segnalato prima del caso dei due turisti cinesi ricoverati all’ospedale Spallanzani. L’Italia ha vissuto la stessa situazione della Cina: si è trovata di fronte a un tipo di virus sconosciuto. Tuttavia, l’Italia ha reagito rapidamente e ha condiviso istantaneamente i dati di contagio, attraverso uno screening approfondito e capillare dei nuovi casi di Coronavirus. Per questo motivo, il numero di contagi è emerso in modo significativo a differenza di altri paesi dell’UE che hanno effettuato i tamponi orofaringei in modo molto selettivo. Ad ogni modo non è possibile escludere altre realtà concomitanti. Ad esempio, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, in un’intervista del 25 marzo, ha riconosciuto come la prima tappa del turno di Champions League tra Atalanta e Valencia del 19 febbraio, possa essere considerata la “partita zero”, che ha lasciato il posto alla rapida diffusione del Coronavirus, sia in Italia che in Spagna. Nessuno aveva cognizione che il virus stesse già circolando in Italia a quel tempo. Molte persone hanno guardato quella partita con conseguenti contatti quella notte in cui il virus avrebbe potuto essere trasmesso dall’uno all’altro. Quello che è certo è che dopo la partita, si sono riscontrati casi positivi del 35% tra i membri del club iberico. La partita non è stata l’unico evento, perché la vera scintilla è avvenuta nell’ospedale di Alzano Lombardo, con un paziente con polmonite non riconosciuta che ha infettato altri pazienti, medici e infermieri. Questo è stato presumibilmente il fulcro dell’epidemia per la Regione Lombardia. Inoltre, dobbiamo considerare che la città di Milano è un importante polo centrale per molti imprenditori cinesi che vi abitano stabilmente come in molte regioni settentrionali italiane, da anni. Inoltre, le festività natalizie italiane e il successivo capodanno cinese hanno contato un movimento di circa 3 milioni di cinesi, la maggior parte dei quali provenienti da Wuhan, tra i due Paesi. Contiamo differenze significative di contagi tra Nord, Centro e Sud Italia. Secondo i numeri, dovremmo considerare la densità di popolazione di ciascun territorio, la diversa composizione sociale per la quale molti anziani vivono a casa in molti casi con i loro parenti, e questi anziani sono i primi a ammalarsi e / o infettarsi. Secondo il rapporto pubblicato il 27 marzo dall’Istituto Italiano di Studi Politici Internazionali (ISPI) “l’Italia era già in vantaggio sulla curva epidemica rispetto all’Europa: fino al 28 febbraio diverse Regioni avevano iniziato a fare tamponi su un campione relativamente ampio di popolazione, testando e quindi portando alla luce molte persone sintomatiche infette ma anche asintomatiche o lievi. I casi, pertanto, sono emersi prima di quanto accaduto in altri Paesi. Dal 28 febbraio in poi, le Regioni hanno iniziato ad adattarsi alle richieste del Governo – richieste motivate anche da ragioni di necessità, al fine di non sottoporre i 31 laboratori autorizzati ad analizzare i risultati dei tamponi a un carico di lavoro eccessivo in una fase esponenziale crescita dei contagi.

The peak of the outbreak has gone in Lombardia? The health department of Lombardia said, it had not been the time to celebrate. When do you think is the right time that the people of Lombardia can celebrate the ‘moment of victory’?
In Italy, the virus is not only in Lombardy, but also in Emilia-Romagna, Veneto, and many regions of Central-South even if to a lesser extent, at this moment. Even though Lombardy is approaching its peak, sure it won’t be time to let down our guard yet because of the possibility of return outbreaks, of those people not yet detected. We have to take into account the rest of the Italian country where the infectious phenomenon has yet to run its course, even if containment measures will make it much more manageable. In summary, Lombardy will be able to celebrate “its” victory hopefully at the beginning May, the whole country by the end of June.

È passata la fase di picco dell’epidemia in Lombardia? Il dipartimento sanitario della Lombardia ha affermato che non è ancora il momento di festeggiare. Quando pensa sia il momento giusto per i lombardi celebrare il “momento della vittoria”?
In Italia, il virus non è solo in Lombardia, ma anche in Emilia-Romagna, Veneto e molte regioni del centro-sud, anche se in misura minore, in questo momento. Anche se la Lombardia si sta avvicinando al suo momento di picco, non sarà certo il momento di abbassare la guardia a causa della possibilità di innesco focolai di ritorno, dovuto alle persone non ancora rilevate. Dobbiamo tener conto del resto del paese italiano in cui il fenomeno infettivo deve ancora seguire il suo corso, anche se le misure di contenimento lo renderanno molto più gestibile. In sintesi, la Lombardia sarà in grado di celebrare la “sua” vittoria si spera all’inizio di maggio, l’intero paese entro la fine di giugno.

How would you evaluate the cost and effect of ‘Lockdown’?
The pandemic has had and will have a huge cost for the economy worldwide, in terms of unemployment, poverty, social stability and development. In Italy, at present, an immediate reduction in GDP of 10% is expected, reduced to 6% at the end of the year, an extremely serious figure. But we have to highlight the assistance that Italy has been able to give to the most exposed groups thanks to institutions such as the GIC, but also to a health system that protects even the neediest. As we all know, in Italy there’s no need to have health insurance to be admitted in public hospitals, at any stage of emergency. At the moment, the Italian Government is actively providing temporary answers, both in economic and financial terms, in order to buffer the current emergency. Looking ahead, we will certainly need to change many of our lifestyle and consumption habits.

Come valuta i costi e gli effetti del “lockdown”?
La pandemia ha avuto e avrà un costo enorme per l’economia mondiale, in termini di disoccupazione, povertà, stabilità sociale e sviluppo. In Italia, al momento, è prevista una riduzione immediata del PIL del 10%, ridotta al 6% a fine anno, una cifra estremamente seria. Ma dobbiamo evidenziare l’assistenza che l’Italia è stata in grado di offrire ai gruppi più esposti grazie a istituzioni come la GIC, ma anche a un sistema sanitario che protegge anche i più bisognosi. Come tutti sappiamo, in Italia non è necessario avere un’assicurazione sanitaria per essere ammessi negli ospedali pubblici, in qualsiasi fase di emergenza. Al momento, il Governo Italiano sta fornendo attivamente risposte temporanee, sia in termini economici che finanziari, al fine di contrastare emergenza. Guardando al futuro, dovremo sicuramente cambiare molte delle nostre abitudini di vita e di consumo.

Is it necessary for Italy to optimize its system, including the health system and public policy-making procedures? Do you believe that Italy could do better when another epidemic outbreak comes about?
The Italian health system, certainly perfectible, is already at a high level of quality and efficiency. Nonetheless, it is necessary to make the national and international alert channel much more effective with a commitment of all countries to communicate the suspect instantaneously, including the onset of a new infection, especially unknown virus strains like the Covid case. Having accepted this commitment, Italy must equip itself more with emergency structures in terms of intensive care units, but also, become autonomous in the production of forced ventilation equipment and masks, the lack of which has put the lives of both patients and health professionals at risk in recent weeks. At the moment, Italy almost entirely depends on abroad. With the help and collaboration of all countries, in the event of a new epidemic we will all be able to react in a prompt manner.

È necessario che l’Italia ottimizzi il proprio sistema, compreso il sistema sanitario e le procedure di elaborazione delle politiche pubbliche? Crede che l’Italia potrebbe fare di meglio quando si verificherà un’altra epidemia?
Il sistema sanitario italiano, certamente perfezionabile, ha già un alto livello di qualità ed efficienza. Tuttavia, è necessario rendere il canale di allerta nazionale e internazionale molto più efficace con l’impegno di tutti i Paesi a comunicare istantaneamente i casi sospetti, compresa l’insorgenza di una nuova infezione, in particolare da ceppi di virus sconosciuti come nel caso del Covid. Avendo accettato questo impegno, l’Italia deve dotarsi maggiormente di strutture di emergenza in termini di unità di terapia intensiva, ma anche diventare autonoma nella produzione di attrezzature e maschere per la ventilazione forzata, la cui mancanza ha messo la vita di pazienti e operatori sanitari a rischio nelle ultime settimane. Al momento, l’Italia dipende quasi interamente dall’estero. Con l’aiuto e la collaborazione di tutti i paesi, in caso di nuova epidemia saremo tutti in grado di reagire in modo tempestivo.

What have impressed you most since the outbreak? Can you describe the unforgettable scenario or tell us your unique experience?
What is really moving in this dramatic emergency that swept us over with a tsunamic wave is certainly the high number of people who died badly and in a very short time, as well as the solitude in which these people are “forced to die”, without a relative close by nor a “goodbye”. Can’t exclude the human sacrifice of helpless doctors in front of the incredible number of daily inpatients. Besides this unforgettable scenario, the political and social systems are absolutely to be rebuilt according to the panorama that is slowly changing right before us. It is important now to plan a change that takes into account the truth: in what terms, for instance, has production in Italy, as in Europe, so far satisfied the real demand? For the future that awaits us, it must be a priority to provide our citizens what they need immediately. For this, it is mandatory for politics to be able to predict what happens tomorrow, the day after and beyond. It is essential to re-examine a political and social system that considers new models of people’s daily life, new means of transport, the social distancing which will inevitably affect the world of work and industry, privileging the mental preservation of everyone and, above all, the human rights. A level of politicians is needed to actively remodel everything in consideration of the further deprivations we will have to deal with, such as going to a cinema, or to the stadium, or at a concert, to avoid events of return outbreaks due to so dangerous etiologic agents, for the life of every human being.

Cosa l’ha colpita di più dall’insorgenza dell’epidemia? Può descriverne lo scenario o raccontarci la sua esperienza?
Ciò che si sta realmente muovendo in questa drammatica emergenza che ci travolge con un’onda tsunamica è sicuramente l’elevato numero di persone che sono venute a mancare in malo modo e in pochissimo tempo, nonché la solitudine in cui queste persone sono state “costrette a morire”, senza un parente vicino né un saluto Non posso escludere il sacrificio umano di medici indifesi di fronte all’incredibile numero di pazienti ricoverati ogni giorno. Oltre a questo scenario indimenticabile, i sistemi politici e sociali devono assolutamente essere ricostruiti secondo il panorama che sta lentamente cambiando proprio davanti a noi. È importante ora pianificare un cambiamento che tenga conto della verità: in quali termini, ad esempio, la produzione in Italia, come in Europa, ha finora soddisfatto la domanda reale? Per il futuro che ci aspetta, deve essere una priorità fornire ai nostri cittadini ciò di cui hanno immediatamente bisogno. Per questo, è obbligatorio che la politica sia in grado di prevedere cosa accadrà non domani, ma il giorno dopo e oltre. È essenziale riesaminare un sistema politico e sociale che tenga conto di nuovi modelli di vita quotidiana delle persone, nuovi mezzi di trasporto, il distanziamento sociale che influenzerà inevitabilmente il mondo del lavoro e dell’industria, privilegiando la conservazione mentale di tutti e, soprattutto, i diritti umani. È necessario un livello di politici per rimodellare attivamente tutto in considerazione delle ulteriori privazioni che dovremo affrontare, come andare al cinema o allo stadio o ad un concerto, e per evitare eventi di epidemie di ritorno da agenti eziologici così pericolosi per la vita di ogni essere umano.


SECONDA PARTE

How would you evaluate the measures that the Italian government and government of Lombardia have taken?
As said, the first two cases of Covid-19 ascertained in Italy are those of the two Chinese tourists, who landed in Milan from Wuhan and immediately hospitalized in isolation, at the Spallanzani Hospital of Rome. Now the couple is completely healed. On January 31, Italy closed air traffic to and from China and, on February 22, the first contagion linked to Covid19 in the city of Codogno, in Lombardy, was recorded.
That night, the Council of Ministers issued a decree to deal with the transmission of the Coronavirus in Lombardy, placing even more restrictive measures on March 4, with the decision to “lockdown” the Lombardy Region and then extending the control measures to the whole country, on 11 March.
At the beginning, the application of these measures did not found support of other European and non-European countries, such as France, United States and United Kingdom, though the facts instead provided us with sufficient reasons to believe them correct and extremely useful. Only thanks to these harsh restrictive measures, still ongoing, Italy has managed to contain the spread of the infection.

Come valuterebbe le misure adottate dal governo italiano e dal governo della Lombardia?
Come noto i primi due casi di Covid-19 accertati in Italia sono quelli dei due turisti cinesi, ora completamente guariti, che, sbarcati a Milano il 23 gennaio, furono poi ricoverati il 28 gennaio, in isolamento, all’Ospedale Spallanzani di Roma. A seguito di questo evento, il 31 gennaio, l’Italia ha chiuso il traffico aereo da e verso la Cina. Il 22 febbraio, si è invece registrato il primo contagio legato a Covid19 nella città di Codogno, in Lombardia, immediatamente ricoverato in terapia intensiva e recentemente guarito.
La sera tra il 22 e il 23 febbraio, il Consiglio dei Ministri ha emanato un decreto per fronteggiare la trasmissione del Coronavirus in Lombardia, disponendo misure ancora più restrittive il 4 marzo, con la decisione di “chiudere” la Regione Lombardia ed estendendo poi la “chiusura all’intero Paese l’11 marzo.
Anche se inizialmente queste misure non hanno riscontrato un’opinione favorevole da parte degli altri paesi europei e non europei (Francia, Stati Uniti, Regno Unito), i fatti ci hanno invece fornito ragioni sufficienti ritenerle corrette ed è proprio grazie a queste dure misure restrittive, che ancora permangono, che l’Italia è riuscita a contenere la diffusione del contagio.

How the present framework of the EU affects Italy’s resistance of COVID-19, which has exposed any advantages and disadvantages?
The current situation in Europe is not easy at all. The scenario in which we find ourselves certainly does not encourage the response to a pandemic such as Covid-19 which should be tackled unanimously and effectively as fast as possible by all EU countries. It’s hard to say that, to date, we lacked an effective collaboration between EU members, given that each country is still acting autonomously.
At this very moment, no agreement on the economic measures nor indications to recovery have been taken yet. Clearly, this situation is not easy when we take into account all the efforts and difficulties Italy is facing, especially for next upcoming phases to recover. To win this battle we need more flexibility, concord and synergy between the member States, otherwise the neediest countries such as Spain, also will be affected the most. If this is not the case, it will become very difficult to get out of the consequent economic crisis that won’t save anyone.

In che modo l’attuale struttura dell’Ue incide sulla resistenza italiana al COVID-19, che ha messo in luce vantaggi e svantaggi?
L’attuale situazione che l’Europa sta attraversando non è facile. Il contesto in cui ci troviamo non agevola certo la risposta ad una pandemia come il Covid-19 che dovrebbe essere fronteggiata in modo unitario, rapido e incisive con tutti i Paesi UE. Ad oggi invece è mancata la collaborazione fra gli stati membri della UE, visto che ogni Paese sta agendo in autonomia. Non c’è ancora un accordo sulle misure economiche né sulle indicazioni per la ripartenza ed è chiaro che tutto questo contesto non facilita il lavoro che l’Italia sta facendo né quello che dovrà fare. Per vincere questa battaglia occorrono più flessibilità, più unità e più sinergia fra gli stati membri altrimenti gli sforzi di tutti i Paesi che sono più in difficoltà, e penso ad esempio anche alla Spagna, saranno inutili. Se non sarà così diventerà molto difficile uscire dalla conseguente crisi economica che non risparmierà nessuno.

There has been a large population in Italy strongly asking for leaving the EU. However, according to your constitutional law, Italy cannot take a referendum like the UK. Instead, it has to be decided by parliament. After the epidemic, will the inclination to leave the EU be remarkably strengthened?
Italy’s general orientation has always been favourable to Europe. Today, this no longer so. It is true, by constitutional law, that the Italian people cannot ask for a referendum, as happened in the UK, but Italy must start working from within, as a founder country, to change the current regulations.
At this stage, the Italian people are openly critical of Europe, considering also facts of the recent years.
The “American subprime crisis”, which as consequences has required harsh austerity measures by governments, and, above all, the understanding of a solidarity fault of other European countries to manage the migration crisis, can be considered events that marked the public opinion, a “vote of no confidence”, not consistent with the interests of Italian citizens.
If we look at this moment of health emergency due to Covid-19, we are not in a favourable position compared to what we would have expected, especially from countries such as Germany, which benefited from a cancellation of debts at the end of the Second World War, or Holland which trusts a surprisingly more advantageous taxation compared to other countries, within EU.
I believe if Europe wants to remain “united” and faithful to the principles of its Constitution, it must change. It must pursue the idea of becoming the “United States of Europe” based on a political union, before economic, on a common defence policy therefore capable of dealing with complex issues such as immigration, and of course on a common judicial system. If Europe does not change its pace, and this Covid-19 crisis can represent a turning point, the meaning itself will become more and more unclear.

Molta gente in Italia chiede fortemente di lasciare l’UE. Tuttavia, secondo la vostra legge costituzionale, l’Italia non può richiedere un referendum come il Regno Unito. Invece, deve essere deciso dal parlamento. Dopo l’epidemia, l’inclinazione a lasciare l’UE sarà rafforzata?
L’orientamento generale dell’Italia è sempre stato favorevole all’Europa. Oggi non è più così. E’ vero che il popolo italiano non può chiedere un referendum, come accaduto in UK, ma l’Italia può e deve lavorare dall’interno, come Paese fondatore, per modificare le attuali regole.
In questa fase quindi, possiamo dire che il popolo italiano è apertamente critico nei confronti dell’Europa, anche in base a quanto avvenuto negli ultimi anni.
La “crisi americana dei subprime”, che come conseguenze ha richiesto dure misure di austerità da parte dei governi e soprattutto la percezione di una scarsa solidarietà degli altri paesi europei di fronte alla crisi migratoria, sono vicende che hanno lasciato un segno nell’opinione pubblica, una certa sfiducia non in linea con gli interessi dei cittadini italiani. Anche in questa fase di emergenza sanitaria per il Covid-19 le condizioni non sono favorevoli visto che non stiamo rilevando il sostegno che ci saremmo aspettati, soprattutto da Paesi come la Germania, che per esempio ha beneficiato di un azzeramento dei debiti in occasione della Seconda Guerra Mondiale, o dall’Olanda che, dal canto suo, gode di una fiscalità all’interno dell’UE, sorprendentemente più vantaggiosa rispetto agli altri Paesi.
La mia idea è che se l’Europa vuole rimanere unita e fedele ai principi ispiratori della sua costituzione deve cambiare. Deve perseguire l’idea di diventare gli “Stati Uniti d’Europa” basati su un’unione, prima che economica, politica, una politica di difesa comune e quindi in grado di affrontare, come una vera unione di Stati, problemi complessi come quello dell’immigrazione e ovviamente anche un sistema giudiziario comune. Se l’Europa non cambia passo, e questa crisi può rappresentare l’occasione per la svolta, la sua esistenza sarà sempre più difficile.

Many European countries have taken fiscal policies to stimulate the economy. What approaches would be appropriate for Italy to take to deal with the economic recession?
The economic measures undertaken by Italy are useful to face the crisis temporarily but are not enough to be able to start again, avoiding a recession. The economic crisis that we will experience is the heaviest since the Second World War. Certainly, we would need extraordinary interventions to facilitate the recovery of large companies, small and medium-sized enterprises, which represent more than 94% of the Italian production and families. Access to credit with loans and financial aids that will turn into further debt is not enough, so the Government needs to take full charge of this very urgent critical phase. Obviously, it is necessary for Europe to support all countries in economic and health difficulties. However, the latest Eurogroup meeting makes us understand how delicate the situation is and, once again, highlight the lack of sharing of some northern European countries. Holland and Germany are against the implementation of the so-called “Eurobonds” requested by Mediterranean countries, an issuance of European securities with a guarantee, and therefore full sharing and solidarity of all EU members, as the former ECB Presidents, Jean Claude Trichet and Mario Draghi, also maintained.
On the other hand, the interest of a few is converging towards the adoption of the ESM, the European Stability Mechanism, the State-saving fund that consists of loans at unsustainable interest rates. This measure would result in the economy collapse of the countries with a high rate of risk of economy default, Italy included, due to the consequent and necessary austerity measures to ensure the sustainability. Situation obviously not affordable.

Molti paesi europei hanno adottato politiche fiscali per stimolare l’economia. Quali approcci sarebbe opportuno che l’Italia adottasse per affrontare la recessione economica?
Le misure economiche intraprese dall’Italia sono utili ad affrontare temporaneamente la crisi ma non bastano per poter ripartire evitando una recessione. La crisi economica che vivremo è la più pesante dalla seconda Guerra Mondiale ed avremmo certamente bisogno di interventi straordinari che facilitino la ripresa di grandi aziende, delle piccole e medie imprese, che rappresentano oltre il 94% del tessuto produttivo italiano, e delle famiglie. Non è sufficiente un accesso al credito con prestiti e aiuti che si trasformeranno in ulteriori debiti ma occorre che lo Stato si faccia carico completamente di questa fase critica molto urgente. Ovviamente in questo contesto è necessario che l’Europa faccia la sua parte per un sostegno a tutti i paesi in difficoltà economica e sanitaria. Tuttavia, l’esito delle ultime trattative dell’Eurogruppo ci fa intendere quanto la situazione sia delicata e mettono in evidenza ancora una volta la mancanza di condivisione di alcuni Paesi del nord Europa, in particolare l’Olanda e la Germania, che sono contrari alle richieste dei Paesi dell’area mediterranea di adottare i cosidetti “Eurobond”, emissione di titoli europei con garanzia, e quindi piena condivisione e solidarietà, di tutti gli Stati dell’UE. Sembra invece ancora prevalere l’interesse di pochi nel convergere verso l’adozione del MES, Meccanismo Europeo di Stabilità, il cosiddetto fondo salva-Stati consistente in prestiti a tassi di interesse non sostenibile che, per via delle conseguenti misure di austerity che sarebbero necessarie per garantirne la sostenibilità, metterebbe in ginocchio l’economia di questi Paesi, e dell’Italia in particolare, con un elevato rischio di default. Situazione che ovviamente nessuno può permettersi.

As a very senior politician, do you have any ideas for people to cope with the crisis of COVID-19?
It would be necessary to do what has never been done before, such as amend the “European Treaties” of the last decades, and to redefine the main Community policies. Actions and proactive measures are needed. The demand for political participation, expressed in recent weeks can only be addressed through faster and more ambitious political and economic reforms, without the ordinary bureaucracies. We need a turn back to a Europe of the Peoples. All this is necessary for each country to restart.
Italy, for its part, has always been able to face difficulties, especially thanks to the strength of its people and its cultural roots. We should therefore return to the values of the person, to solidarity, to start again. We should rely upon the creativity of the Italian heritage, including craftsmanship, industry, tourism and culture. The beauties of Italian country mark our identity. The sense of belonging to a nation should always be our beacon, without ever forgetting the memory of the past, such as the post-war period when Italy bravely became the sixth power in the world, in a short time. We know how to figure out the next move because we have already done that, but we cannot be left alone.

Come politico di lungo corso, ha qualche idea su come far fronte alla crisi di COVID-19?
Sicuramente sarà necessario fare quello che non è mai stato fatto prima, come ad esempio ricorrere alla modifica dei “Trattati Europei” degli ultimi decenni, e ridefinire tutte le principali politiche comunitarie. Servono interventi eccezionali, perché eccezionale è la situazione che stiamo vivendo e quindi misure economiche più decise, rapide, e senza le ordinarie burocrazie. Serve tornare all’Europa dei Popoli. Tutto ciò è necessario affinché ogni stato sia messo nelle condizioni di poter ripartire.
L’Italia dal canto suo è sempre stata in grado di affrontare le difficoltà, soprattutto grazie alla forza del proprio popolo, e la storia ne è testimone. Bisogna quindi ritornare ai valori della persona, alla solidarietà, ripartire da quello che siamo e da ciò che sappiamo fare meglio. Bisogna riacquistare subito fiducia nelle nostre possibilità e nella creatività del genio italiano, ripartendo quindi dagli artigiani, dall’industria, dal turismo e dalla cultura. Le ricchezze e le bellezze del nostro Paese ce lo impongono, la nostra identità, il nostro senso di appartenenza alla nazione dovranno essere sempre la nostra guida, senza mai dimenticare gli esempi del passato, come quando in seguito alla disfatta della seconda grande Guerra il Paese è stato in grado di ripartire diventando in poco tempo la sesta Potenza mondiale. Sappiamo come poter ripartire perché l’abbiamo già fatto, ma non possiamo essere lasciati soli.